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La prima “Cena Russa” ad Ivrea

Sabato 10 Marzo 2018 si è svolta la prima cena di beneficenza ad Ivrea del progetto Chernobyl Smile. Il progetto vede coinvolta l’Unitalsi monzese da più di 20 anni nell’offrire un soggiorno ai bimbi di chernobyl. La serata è stata anche l’occasione per l’Unitalsi Ivrea di avviare dal 2018 la collaborazione con la sottosezione di Monza per una raccolta fondi comune attraverso una cena a tema, in stile russo e con piatti tipici della cucina Bielorussia.

La cena di beneficenza è stata un successo! L’obiettivo dell’iniziativa era, ed è tuttora poiché` le attività in programma sono diverse, quello di raccogliere fondi per permettere ad alcuni bambini e ragazzi, orfani e disabili, istituzionalizzati negli “Internat” di vari paesi della Bielorussia di trascorrere una vacanza di risanamento presso la Casa della Gioia di Borghetto Santo Spirito.

Oltre all’allestimento della sala, la cena è stata realizzata dagli insegnanti e dagli allievi dell’Istituto alberghiero di Cavaglià e per l’occasione è stato predisposto un menù tipico della tradizione culinaria bielorussa.

Le persone che hanno aderito alla cena sono state più` di 140, altre invece, pur non potendo partecipare all’evento, hanno comunque contribuito a vario titolo a sostenere il progetto.

La risposta al tentativo di coinvolgere nuove persone e giovani forze è stata eccellente, infatti alla cena hanno partecipato alcuni studenti del Liceo C. Botta con il quale l’associazione sta attivando delle collaborazioni, gli scout e molte altre persone che, pur non conoscendo l’UNITALSI, hanno deciso di sostenere una buona causa.

Durante la serata, tra i vari interventi, è stata molto gradita la presenza di Rosella Panzeri, pioniera del progetto e responsabile della Casa della Gioia di Borghetto, nonché volontaria dell’UNITALSI di Monza, che ha riportato la testimonianza della sua esperienza ventennale in questo progetto dell’Unitalsi monzese. Tra gli altri, Stefano Bersano, anch’esso volontario e responsabile del progetto, a seguito del recente viaggio in Bielorussia ha riferito uno spaccato della realtà degli Internat bielorussi: enormi orfanotrofi che ospitano più di 300 bambini, istituti giganteschi, collocati fuori citta`, anonimi, in cui questi bambini vivono la deprivazione dei contatti umani e soffrono costantemente la mancanza di affetto.

È stato sorprendente vedere come le persone si siano interessate a questa proposta in quanto l’intento, oltre a raccogliere fondi per questi bambini, è anche di reclutare nuovi volontari disposti a fare un’esperienza al mare con i bambini di Chernobyl e soprattutto di divulgare il progetto.

Ecco il video sulla cena russa di Torino e Canavese TV

Ed ecco come hanno diffuso il risultato i giornali locali

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