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Sacha

Sacha, rimasto solo in seguito alla contemporanea morte dei genitori in un incidente, finisce nell’Internato di Rechtisa e da qui giunge a Borghetto. Ha una gamba più corta dell’altra, nessun ausilio per aiutarlo e zoppica; è timido, con il viso dolcissimo e sempre un po’ triste, disegna in modo splendido utilizzando tutto quello che trova: coperchi di scatole al rovescio, retro di fogli scritti, a volte anche tovaglioli di carta e mozziconi di matita.
Ma Sacha è un artista nato ed i volontari che si occupano di lui se ne accorgono, fieri ed orgogliosi dei disegni che Sacha regala a piene mani.
Sacha piange commosso quando gli viene regalato il set del pittore: valigetta, matite, colori, pennarelli, tempere, colori ad olio, carta e cartoncini puliti e molto altro, un kit messo insieme con infinito cuore sotto gli sguardi un po’ scettici dei responsabili del suo Internato.
Sacha finalmente è un pittore ed anche in Bielorussia, adagio adagio, si accorgono del “suo dono”: oggi Sacha – i nostri volontari l’hanno incontrato a Gomel – frequenta il terzo anno di Accademia a Minsk.
Con tanta emozione ha annunciato nel prossimo gennaio una mostra di quadri nel suo Internato ed i nostri volontari, con ancora più grande emozione, hanno registrato un piccolo successo, un ragazzino salvato dalla impossibilità di realizzarsi.

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